Apre l’anello ferroviario fino a Politeama e Porto: una buona notizia per Palermo, ma la rivoluzione è ancora lontana

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Dopo anni di attese, rinvii, problemi tecnici, contenziosi, fallimenti aziendali e lunghe fasi autorizzative, oggi Palermo inaugura finalmente le nuove fermate Palermo Politeama e Palermo Porto, completando la prima fase funzionale dell’anello ferroviario cittadino.

Si tratta senza dubbio di una notizia importante per la mobilità urbana. Per la prima volta il sistema ferroviario raggiunge direttamente il cuore commerciale e turistico della città, collegando il centro con la rete del passante ferroviario e con l’aeroporto attraverso un’infrastruttura attesa da oltre un decennio.

Ma sarebbe un errore raccontare questa inaugurazione come una rivoluzione già compiuta.

Un’infrastruttura utile, arrivata dopo troppi anni

La nuova tratta tra Giachery, Porto e Politeama aggiunge appena 1,6 chilometri alla rete ferroviaria urbana, ma soprattutto mette fine a una delle vicende infrastrutturali più tormentate della città.

I cantieri hanno pesato per anni su attività commerciali, residenti e circolazione stradale, in particolare lungo via Emerico Amari e nell’area portuale. Nel frattempo i tempi di consegna si sono allungati ben oltre le previsioni iniziali, trasformando quella che doveva essere un’opera ordinaria in uno dei simboli delle lentezze infrastrutturali palermitane.

Per questo motivo l’apertura odierna rappresenta certamente un traguardo, ma non può cancellare il prezzo che la città ha pagato in termini di attese e disagi.

Un treno ogni 30 minuti non è un servizio soddisfascente

Al netto dell’entusiasmo istituzionale, il vero limite dell’infrastruttura emerge osservando il servizio che entrerà in funzione.

Le nuove fermate saranno servite da circa 70 corse giornaliere nei giorni feriali, con una frequenza di 30 minuti per direzione.

Una frequenza che può essere adeguata per un collegamento ferroviario urbano, ma che resta lontana dagli standard.

Chi perde un treno dovrà infatti attendere mezz’ora per la corsa successiva. Una condizione che limita fortemente l’attrattività del servizio negli spostamenti quotidiani e che rende difficile parlare di un sistema realmente competitivo rispetto all’automobile privata.

L’anello non è ancora un anello

La criticità principale resta però un’altra.

L’infrastruttura inaugurata oggi non rappresenta ancora il completamento dell’anello ferroviario. I treni continueranno infatti a partire da Palermo Notarbartolo, raggiungere Politeama e successivamente tornare indietro sullo stesso percorso.

In altre parole, il sistema continua a funzionare come una linea con capolinea e non come una vera infrastruttura circolare capace di distribuire i flussi attorno al centro cittadino.

La vera svolta arriverà soltanto con il completamento della chiusura dell’anello e con la possibilità di realizzare un esercizio più efficiente e frequente.

Fino ad allora, quella inaugurata oggi rappresenta una fase intermedia, certamente importante ma ancora incompleta.

Resta il nodo dell’integrazione tariffaria

A tutto questo si aggiunge una questione nota agli utenti del trasporto pubblico palermitano: l’integrazione tariffaria.

Negli anni si è più volte parlato della necessità di costruire un sistema realmente unificato tra treni, tram e autobus. Un obiettivo che continua però a procedere lentamente e che rende ancora poco immediato l’utilizzo combinato delle diverse modalità di trasporto.

La qualità di una rete non si misura soltanto con nuove fermate e nuovi binari, ma anche con la semplicità d’uso per i cittadini. Il grande assente è il biglietto di corsa semplice integrato. Ad oggi la combinazione bus-passante/anello ha il costo di ben 2 biglietti Amat e Trenitalia.

Una rivoluzione a metà

L’apertura delle fermate Politeama e Porto è una buona notizia per Palermo.

Sarà utile ai residenti delle aree servite dal passante ferroviario, consentirà di raggiungere il centro senza utilizzare l’auto e avvicinerà la città a standard di mobilità più moderni.

Tuttavia, dopo oltre dieci anni di lavori, è difficile considerare concluso il percorso.

Frequenze limitate, anello ancora incompleto, integrazione tariffaria non pienamente sviluppata e un’opera arrivata con enormi ritardi raccontano una realtà più complessa di quella che emerge dalle fotografie del taglio del nastro.

Oggi Palermo compie un passo avanti.

La rivoluzione della mobilità, quella vera, deve ancora arrivare.

Visuale delle scale di accesso alla fermata. Si nota parte della pensilina esterna
L’accesso principale che sfocia a piazza Castelnuovo
Visuale in direzione Lolli. Attualmente sbarrato, ma è in questo punto che nei prossimi mesi la talpa proveniente da Lolli chiuderà definitivamente l’Anello Ferroviario.
L’accesso alla banchina d’attesa. Gli incroci dei treni sono previsti qui, a Notarbartolo e Fiera
Visuale in direzione Porto

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